
Mauro Brina, bergamasco di Romano di Lombardia, classe 1990, dopo aver frequentato l’Alma – la Scuola Internazionale di Cucina Italiana fondata da Gualtiero Marchesi – ha mosso i primi passi in ristoranti di grande prestigio come La Piazzetta di Brescia, Da Nadia in Franciacorta e Da Vittorio a Brusaporto.
Ha guidato per due anni la cucina di Or Cucina d’Arte ad Agazzano (PC) e, successivamente, per quattro anni quella di Sensi a Rivergaro. Oggi è Chef e Patron di Sant’Agostino.
La sua è una cucina fondata sull’alternatività: una cucina “sagace”, che non si limita alle tradizioni locali ma si colloca in un circuito virtuoso con al centro la cucina italiana, arricchita da venature di classicità. Il territorio resta presente come grande serbatoio di materie prime d’eccellenza, punto di partenza su cui lo chef costruisce un pensiero gastronomico che mira alla pienezza del gusto.
La filosofia di Brina si fonda sull’uso di pochi ingredienti in ogni piatto, per valorizzarne al massimo sapori e consistenze, senza trascurare l’importanza dell’estetica: espressione dell’ideale di armonia tra bontà e bellezza, nel solco del dogma marchesiano della Cucina Totale, a cui si ispira quotidianamente.
La classicità francese è uno dei cardini del suo stile, espressa attraverso fondi e salse, da cui prende forma una creatività ragionata. La sua non è una cucina di territorio in senso stretto, ma un percorso alternativo che, pur radicato nelle eccellenze locali, punta a esaltare contrasti e armonie.
Il risultato è una cucina italiana elegante e solida, lontana dalle mode passeggere, in cui ogni elemento trova compimento nell’incontro tra tecnica, gusto ed estetica, sia nelle forme che nei cromatismi.
Il menù
Selezioniamo con cura le migliori materie prime locali, rispettando il ritmo lento e saggio delle stagioni.
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Sant’Agostino è un mix esplosivo tra arredamento di design e un ambiente essenziale nei toni del grigio e verde acqua.
